TINO BEDIN

Lettera dal Senato. 80 /7 marzo 2004
Verso le elezioni municipali del 12-13 giugno

Il voto della mamma (o del papà)
vale il doppio
Molti si stanno preparando ripensando le condizioni dello sviluppo e puntando sulla democrazia partecipativa

di Tino Bedin

Cari amici, ad Agna la presentazione di Giacomo Zanellato a candidato sindaco della lista "Agna solidale" è avvenuta durante una serata dedicata ai servizi sociali. Mario Crosta, candidato sindaco a Piove di Sacco, ha scelto come sintesi della sua proposta "Rimettiamo al centro la persona". Federico Ossari va orgoglioso di aver svolto il suo apprendistato politico e amministrativo alla casa di riposo di Pontelongo e pensa che gli servirà ad essere un buon sindaco.
Mi fermo qui con un elenco già ora lungo per la provincia di Padova di una progettualità nuova che caratterizza le liste del centrosinistra per le prossime amministrazioni comunali. Quello che appena cinque anni poteva passare come il richiamo ad un modello condiviso, oggi è la proposta alternativa alla politica nazionale e alla cultura competitiva. La misura dello sviluppo è per molti futuri amministratori locali la "vita buona" dei cittadini e non l'arricchimento. Lo strumento dello sviluppo non è il mercato ma la cittadinanza, cioè la condivisione di opportunità e di diritti.

Gli insegnamenti della nevicata. Il mercato va adoperato ma anche sfidato. Quell'incontro ad Agna che ho citato è stato incerto fino all'ultimo perché non si sapeva se sarebbe tornata l'energia elettrica interrotta da un evento normale come una nevicata. Può succedere, se gli azionisti sono più importanti dei cittadini.
In tutta la Bassa padovana i costi dell'acqua potabile sono aumentati non solo al di sopra dell'inflazione ufficiale, ma al di sopra dell'inflazione reale senza che le interruzioni nell'erogazione siano diminuite e la qualità dell'acqua sia migliorata. Ciò avviene già ora che le società acquedottistiche sono gestite da enti pubblici, che hanno però adottato logiche privatistiche. Non è difficile immaginare cosa succederà se la privatizzazione sarà realizzata anche sul piano patrimoniale.
Riconsiderare i servizi pubblici essenziali (acqua, energia, mobilità) come elementi della cittadinanza è una delle novità da discutere con i cittadini in campagna elettorale.

Finché i pensionati votano e i bambini no. Anche a proposito dei cittadini da coinvolgere c'è forse qualche "rivoluzione" da mettere in preventivo. Ad esempio, far votare i bambini per farli stare un po' meglio. Al recente convegno nazionale sulle politiche familiari che La Margherita ha organizzato ad Abano Terme sono stati in pochi a prendere sul serio questa idea di un serissimo professore universitario. Dati alla mano, ha dimostrato che le politiche sociali si sono sviluppate dopo che le donne hanno potuto votare. Finché i pensionati votano ed i bambini no, è altamente probabile che la politica si preoccupi più dei pensionati che dei bambini. Tradurre in pratica questa esigenza è indubbiamente complicato. Una strada può essere quella di dare "più peso" al voto di mamma e papà con figli minorenni: complicato, ma non impossibile. Specialmente se accanto alla democrazia rappresentativa si comincerà a praticare la democrazia partecipativa. Si praticherà cioè il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che li toccano direttamente.

L'articolo 46 del Trattato costituzione europeo. Questa della democrazia partecipativa è molto di più di un'idea; è un principio codificato nel Trattato costituzionale europeo. All'articolo 46 le istituzioni dell'Unione Europea stabiliscono che la democrazia partecipativa è una delle modalità con cui devono operare. Il Trattato costituzionale europeo non è ancora in vigore, perché su alcuni punti non c'è l'accordo fra i quindici+dieci Stati dell'Unione. Però sull'articolo 46 nessuno ha mosso obiezioni e quindi entrerà a far parte della cittadinanza europea. In ogni modo si può intanto cominciare a praticarla a livello municipale: se pensa di riuscirci la terza potenza demografica mondiale (quale sarà l'Europa Unita a partire dal 1° maggio), non sarà complicato viverla dove gli abitanti sono poche migliaia.

Tino Bedin

Padova, 7 marzo 2004


12 marzo 2004
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